Trinità

Dio-Trinità non è un concetto difficile da comprendere, ma uno stile complicato da assumere. Dio è, in sé stesso, relazione: ogni Persona può esistere perché l’Altra c’è.
Anche l’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, porta inscritto nel suo stesso essere questo dinamismo di relazione; come scrive Buber: «si diventa ‘io’ dicendo ‘tu’».
Senza il ‘tu’, senza l’altro da sé, l’io resta ancorato alla sua staticità. Alla presenza del ‘tu’, invece, l’io si riconosce variabile, dinamico, insondabile, mai definitivamente determinato. Il ‘tu’ diventa all’io presenza che genera e sollecita, come in amore. L’amore è la relazione in cui l’altro non assimila l’io, non si appropria del soggetto che desidera, ma entra e diventa parte del desiderio stesso. Ciascuno desidera l’altro, senza mai impossessarsene, perché ognuno sente che è nell’altro la radice esistenziale di sé stesso.
Quando decido deliberatamente di escludere dal mio orizzonte esistenziale l’altro, di eliminarlo, di sopprimerlo, di abortirlo, in realtà sto assumendo un “comportamento suicidario” senza condizioni.
E se decidessimo di smettere di “tagliare” e scegliessimo di ricominciare a “cucire”? In fondo ne va della nostra vita.

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